Saper comunicare via radio

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Perché è così importante saper comunicare via radio? Sembra una domanda alquanto banale, non lo è.

Errori, distrazioni e perdite di tempo non perdonano. Specie quando si è in missione e specialmente sotto ingaggio, bisogna saper comunicare nel più breve tempo possibile quante più informazioni riusciamo a dare al Comando, ai membri della Task Force o al TL (Team leader). Segnalare la posizione di una tecnica/blindato, indicare l’arrivo di eventuali tango, richiedere il medico nelle situazioni più spinose sono solo alcuni dei punti che un operatore deve saper comunicare per radio.

Ed ora ci si chiede: “Sì, ok, abbiamo capito; ma come funziona?”

Ebbene, riassumendo per punti: Pensare prima di comunicare: prima di tutto si deve pensare a cosa si deve dire, senza però perdere (e far perdere) tempo. Bisogna saper pensare ed esprimersi velocemente ed avere un quadro chiaro di tutto ciò che avviene intorno. In questo modo si evitano tentennamenti vari nel parlato (Eeehmm, Uhmmm, silenzi inutili…) Quando siamo sotto ingaggio, infatti, saremo occupati a neutralizzare il nemico e portare a termine l’obiettivo (e ovviamente a non morire): non c’è tempo per i discorsi ornati!

Comunicazioni chiare, semplici ma complete: bisogna riuscire in breve tempo a dare tutte le informazioni necessarie, nel miglior ordine possibile, agli altri operatori per potersi poi muovere.

Evitare di “sporcare” le comunicazioni radio: si usa la radio solo quando è strettamente necessario. Questo implica che in determinati casi dove non c’è urgenza si opti piuttosto per il passaparola o per la comunicazione diretta a voce. Inoltre parlare solo quando nessun altro sta comunicando per radio (è un errore che viene spesso fatto anche dagli operatori più esperti e tronca la comunicazione altrui). Basta solo prestare attenzione.

Indicare il destinatario, identificarsi e poi parlare: prima di dare il messaggio vero e proprio, occorre indicare il destinatario. In questo modo, infatti, si richiamerà subito la sua attenzione. Bisogna poi identificarsi sempre tramite il proprio nick di gioco, ovvero nome del giocatore (es. Mario) e nome della task force di appartenenza ( es. Alpha 1.1). Quindi un esempio di comunicazione chiara sarà la seguente: “Bravo, qui Mario di Alpha…”. Buona norma, soprattutto in situazioni concitate, è ripetere due volte il nome del destinatario per maggiore chiarezza. Sapere quale operatore sta trasmettendo il messaggio e a chi è rivolta la comunicazione è la parte fondamentale del tutto in quanto si capirà subito la situazione e si agirà di conseguenza, senza perdere tempo. Anche perché non si può imparare la voce e la squadra di tutti…specie in una Multiclan!

Giustamente ci si chiede: “Grazie della dritta, ma è bene usare una determinata terminologia per i messaggi via radio?”

Ebbene sì. Ma non tanto per dare quel tocco “hollywoodiano” in più, bensì per le solite ragioni: praticità, chiarezza e standardizzazione. Ecco di seguito alcuni dei termini più comunemente usati:

Passo: si usa alla fine del singolo messaggio per indicare che la comunicazione è finita e ci si aspetta una risposta dall’altro operatore; Chiudo: come è intuibile, questa espressione serve per indicare il termine di una comunicazione, ma attenzione: in questo caso non ci si aspetta risposta (in tal caso si usa il passo, appunto); Silenzio radio: questo comando è impartito da chi ha una certa autorità nella maglia radio (il TL nel caso del canale squadra, il comandante Task Force, etc.). Impone di non trasmettere più sul canale sul quale è impartito fino a nuovo ordine (che spesso è semplicemente una ulteriore comunicazione di chi aveva impartito il silenzio); Check radio: tipico modo per verificare se la radio è stata impostata correttamente e si è ricevuti dagli altri su una certa frequenza; se tutto va bene sentiremo risponderci Forte e chiaro; Avanti: è il via libera al poter parlare, spesso dato dal TL ad un operatore che ha fatto richiesta (in generale, è dato dal destinatario al ricevente). Dunque “Nick giocatore + avanti”, così l’interlocutore capisce di essere ricevuto forte e chiaro e di poter procedere; Ripetere: è usato dal destinatario di un messaggio radio per chiedere al mittente di ripetere la sua ultima comunicazione perché non chiara, non ricevuta bene o non ascoltata con attenzione; Contatto: una parola chiara e immediata per indicare un avvistamento (non per forza di un nemico), che sarà di qualsiasi natura, dal mezzo blindato al singolo tango, alla pattuglia nemica; Tango down: tango indica il “nemico di fanteria” mentre down sta per “a terra”, “morto”; Tango down viene pertanto usato per indicare istantaneamente che uno o più nemici sono stati eliminati. Questa comunicazione è la prova del nove del “galateo” radio: va fatta solo ed esclusivamente quando risulta veramente importante (ad esempio, se si è distrutto un blindato nemico o se l’operatore che parla ha abbattuto un particolare bersaglio designato dal TL o non visibile agli altri); Affermativo: è il sì della radio (più lungo come parola e quindi più facile da comprendere), usato allo stesso modo, per confermare qualcosa; Negativo: specularmente, il no della radio, usato per negare qualcosa; Interrogativo: utilizzato per far capire immediatamente che si sta rivolgendo all’altro operatore una domanda (dalla radio, per non parlare dei rumori esterni, non si capisce sempre l’intonazione della frase che si riceve, e si potrebbe scambiare una domanda per un’affermazione); Ricevuto: indica, ovviamente, che si è ricevuto e compreso senza dubbi il messaggio. Queste paroline andranno inserite alla fine della singola comunicazione; ad esempio “Qua Ambra per TL, ricevuto”.

Sostanzialmente questi sono i comandi principali utili da usare quando si comunica per radio. Sono comandi che seppur semplici e composti da poche lettere indicano tempestivamente le intenzioni dell’operatore, evitando di perdere tempo in lunghe discussioni che, nel caso delle mission,i sono una pallottola assicurata in fronte.

Detto questo ci vediamo direttamente in campo…ovviamente non dimenticatevi la radio!